{"id":2738,"date":"2021-03-16T13:22:20","date_gmt":"2021-03-16T12:22:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.amicing.com\/?p=2738"},"modified":"2021-03-28T14:03:48","modified_gmt":"2021-03-28T13:03:48","slug":"umberto-prencipe-incisore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.amicing.com\/?p=2738","title":{"rendered":"Umberto Prencipe incisore, 15 marzo 2021 h.16"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; custom_padding=&#8221;0px||0px|||&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.9.2&#8243; custom_padding=&#8221;0px|||||&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; hover_enabled=&#8221;0&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Istituto Centrale per la Grafica conserva un ricco fondo di opere di Umberto Prencipe composto da oltre 300 pezzi tra matrici originali, disegni e incisioni. Il nucleo originario, formato da sedici incisioni e ventisette disegni acquistati in momenti diversi durante la vita dell&#8217;artista, si \u00e8 successivamente arricchito grazie ad altre donazioni e a un lascito da parte della figlia Giovanna Prencipe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso le opere pi\u00f9 significative conservate presso l&#8217;Istituto saranno ripercorse le diverse tappe del percorso del maestro e saranno approfonditi i suoi\u00a0rapporti con personalit\u00e0 quali Federico Hermanin e Carlo Alberto Petrucci. Sar\u00e0 inoltre dato spazio alle attivit\u00e0 di studio e di valorizzazione portate avanti dall&#8217;Archivio Umberto Prencipe e dalla Galleria Prencipe spesso in collaborazione con istituzioni pubbliche e private.<\/p>\n<p><strong>Umberto Prencipe<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pittore nonch\u00e9 maestro indiscusso del Bianco e Nero, Umberto Prencipe (Napoli 1879 \u2013 Roma 1962) \u00e8 stato punto di riferimento per generazioni di incisori attraverso le docenze nelle Accademie di Lucca, Napoli e Roma. Presente alle principali rassegne nazionali e internazionali e premiato in pi\u00f9 occasioni, l\u2019artista attraversa in maniera autonoma la prima met\u00e0 del Novecento con il suo linguaggio lirico e intimista, aperto a soluzioni contemporanee, ma allo stesso tempo saldamente ancorato nella cultura romantica e simbolista.<br \/>Napoletano di nascita ma romano di formazione, dopo essersi affermato nel 1904 con il dipinto Clausura (Roma, Galleria nazionale d&#8217;arte moderna e contemporanea), dal 1905 soggiorna a Orvieto, la \u201ccitt\u00e0 del silenzio\u201d descritta da Gabriele d\u2019Annunzio, mettendo a punto una personale poetica basata su stimoli culturali e visivi del simbolismo. Risalgono a questi anni visionari dipinti e raffinatissime incisioni che gli valgono la fama di maestro della tecnica. Tra il 1914 e il 1921 risiede in Toscana, dove, in un progressivo abbandono delle atmosfere simboliste, realizza paesaggi in cui la tradizione dell&#8217;Ottocento italiano si concilia con la sintesi costruttiva di C\u00e9zanne e con le accensioni cromatiche dell&#8217;espressionismo francese. Vive di nuovo stabilmente a Orvieto dal 1921 al 1926, anno in cui si trasferisce a Roma. Continua tuttavia fino al 1942 a lavorare nella campagna umbra percorrendo autonomamente la strada del paesaggismo novecentista. Negli anni Quaranta e Cinquanta \u00e8 prevalentemente attivo nella capitale dove, lontano per scelta dai dibattiti della pittura del dopoguerra, continua coerentemente il suo lavoro, scoprendo nella villa Lancellotti e nel quartiere Trieste una nuova \u201ccitt\u00e0 del silenzio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>BIOGRAFIE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sabrina Spinazz\u00e8<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Specializzata nell\u2019arte italiana tra Ottocento e Novecento e nella produzione artistica femminile, \u00e8 curatrice della Galleria Prencipe, presidente dell\u2019Archivio Umberto Prencipe, vicepresidente dell\u2019Archivio dell\u2019Ottocento Romano e membro del Catalogo generale di Francesco Paolo Michetti. Numerosi gli studi dedicati a Umberto Prencipe, tra cui la monografia pubblicata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto nel 2008. Insieme a Teresa Sacchi Lodispoto cura le mostre Umberto Prencipe. Realt\u00e0 e visione (Roma, Palazzo Braschi, 2009) e Umberto Prencipe e la Toscana (Lucca, Fondazione Ragghianti, 2014). Sta lavorando al catalogo generale on line delle opere del maestro (<a href=\"http:\/\/www.umbertoprencipe.it\/\">www.umbertoprencipe.it<\/a>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Teresa Sacchi Lodispoto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Specializzata nell\u2019arte italiana tra Ottocento e Novecento, \u00e8 curatrice della Galleria Prencipe, vicepresidente dell\u2019Archivio Umberto Prencipe, presidente dell\u2019Archivio dell\u2019Ottocento Romano e membro del Catalogo generale di Francesco Paolo Michetti. Insieme a Sabrina Spinazz\u00e8 cura le mostre Umberto Prencipe. 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