Seleziona una pagina

Martedì 13 giugno 2017 h.11
Visita allo Studio  di Guido Strazza

 

getimage.aspxGuido Strazza nasce a Santa Fiora (Grosseto) nel 1922.
Dopo l’incontro con Marinetti che lo introduce alle idee futuriste, il ventenne Guido Strazza, abbandona la professione di ingegnere per dedicarsi esclusivamente all’arte e decide di partire verso il Perù (1948), viaggio “verso l’origine, verso il primordiale, verso se stessi”. I primi tempi saranno difficili tanto che dovrà riprendere l’attività di ingegnere ma proprio la necessità diviaggiare gli permette di venire a contatto con un sistema spaziale e temporale completamente diverso da quello europeo. Spazi immensi, un’atmosfera estraniante che lo sconvolge e che non riesce più a trasmettere attraverso il linguaggio figurativo.

Il rapporto di Guido Strazza con la Calcografia Nazionale,  diretta da Maurizio Calvesi, prende l’avvio negli anni ’60 poco dopo il suo trasferimento da Milano a Roma. Frequenta gli storici locali in via della Stamperia, e approfondisce l’indagine speculativa sull’incisione attraverso lo studio dei classici, il rapportotra matrice e stampa.
Carlo Bertelli,  nuovo direttore, incarica  Strazza nel 1974 di curare e coordinare una ricerca di gruppo  presso i laboratori della Calcografia, allora situati al terzo piano del palazzo,  un workshop didattico di tre anni. Qui, un gruppo di ricerca unisce artisti come Guido, Giulia Napoleone e Luca Patella  e principianti, sull’analisi del segno. I risultati di queste esperienze in Calcografia, “in collaborazione ammirevole con il bravo stampatore Sannino”, come scrisse  poi Bertelli (1991)  saranno raccolti in  Analisi dei segni di alcune incisioni di Piranesi, edito dall’Istituto nel 1976 e   nel volume Il gesto e il segno (1979).
L’ING nel 1991, con Argan, Bertelli, Cordaro, Moltedo, e sue riflessioni personali, gli  dedica  una esposizione monografica, Strazza. Opere grafiche 1953-1990 , un percorso tra le sue opere a stampa, a partire dalle litografie del 1953 eseguite a Lima.
Parte delle opere esposte nella mostra del 1991 costituiscono il nucleo della Donazione Strazza all’Istituto   del  2003.

A questa, nell’anno corrente, si è aggiunta l’importantre nuova selezione di circa 1300 fogli, documento di ” tutti i suoi gesti e  tutti i suoi segni”. La recente mostra Guido Strazza. Ricercare a La Galleria Nazionale, a cura di Giuseppe Appella, ripercorre oltre mezzo secolo di attività del maestro.